Monica

Vivevo un periodo difficile della mia vita, avevo appena sostenuto l’esame del master in counseling e formazione relazionale, mio figlio aveva tredici anni. Per lo più la mia fatica veniva da un lavoro molto stressante che non sentivo più mio, da mesi ero molto stanca. Poi comparì la febbre, mi diagnosticarono la leucemia mieloide acuta. Il giorno della diagnosi non mi parve vero, ricordo che dissi a me stessa: ”Beh dai, ci sono tumori che provocano un dolore fisico maggiore della leucemia…”. Ancora non sapevo cosa avrei dovuto affrontare.

Ora, a distanza di tre anni, posso dire che è stata un’esperienza durissima e allo stesso tempo straordinaria che mi ha molto cambiata. Sono state importanti, in questi tre anni della mia vita, persone e presenze continue: perciò ringrazio Dio (non quello delle religioni, ma quello Vero), gli angeli, mio figlio, il mio compagno, molti dei miei colleghi e studenti, i miei compagni di master e i miei insegnanti, il ragazzo che mi ha donato il midollo e tutti coloro che mi sono stati vicino e mi hanno saputo ascoltare, accudire, comprendere, rispettare e amare.

Ho trovato nei volontari dell’AIL, in alcuni medici e infermieri, negli Oss e studenti infermieri e nella badante polacca tante sorelle e fratelli, tante mamme e papà, tanta umanità.

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