Giorgia

Sono Giorgia Bellini psicologa e psicoterapeuta per AIL sede di Ravenna.

Sono di Faenza e opero in Psiconcologia da 20 anni.
Mi ritengo fortunata perché ho avuto la possibilità di praticare la mia  professione in un ambito che mi ha permesso di crescere, rinnovarmi, specializzarmi in psicoterapia sistemico relazionale, imparare tantissimo dal confronto sia con gli stessi pazienti, che dai colleghi e mi ha avvicinata ad una modalità di lavoro molto diversa dal setting tradizionale perché ho imparato il valore di lavorare in un’equipe multidisciplinare.

Per una serie di eventi e situazioni la vita professionale mi ha dato la grande opportunità di operare in diversi contesti di cura e presa incarico del malato onco-ematologico e della sua famiglia.
Infatti ho sempre lavorato per il no profit,  i primi 10 anni presso il DH Oncologico di Faenza (dal 2001 al 2010), successivamente altri 10 anni di esperienza presso gli Hospice di Faenza e Ravenna (fino al 2020) ed ora da Marzo 2021 grazie alla volontà AIL e alla forte sensibilità del suo Presidente il dott. Zaccaria, opero nelle Cure Palliative Domiciliari integrando con il Servizio AUSL di Assistenza Domiciliare e la Rete delle Cure Palliative.

Nel 2000 a 25 anni ho scelto di avvicinarmi a questo ambito di “care” alla persona e alla sua famiglia stimolata da un Corso di Perfezionamento Post Universitario e sono entrata in modo del tutto pioneristico nella realtà della Psiconcologia del mio territorio.
Ricordo molto bene le emozioni del momento e le conservo indelebili proprio perché mi hanno insegnato a non dare mai scontato nulla, a mettermi sempre in discussione, a ricercare il confronto  per poter crescere professionalmente e soprattutto per continuare a formarmi nel tempo.

Il mio lavoro è fatto principalmente di ascolto, quel tipo di ascolto che fai con gli occhi, con la mente, con le mani per arrivare anche alle orecchie, passando per la pancia e il cuore. Dico questo per rendere l’immagine della complessità dell’incontro con la persona malata o con il suo caro, perché in un qualche modo occorre accogliere quelle emozioni, l’angoscia , le aspettative, soprattutto quelle che fanno paura perché non si chiamano mai certezze.
Il compito sta nel contenerle e rielaborarle insieme con umiltà e resilienza.
Si incontrano persone, davvero tante, e con loro le loro  storie, i vissuti, i problemi, le soddisfazioni, le preghiere, la rabbia, i dolori fisici e psicologici, con un’unica costante che è il DESIDERIO o a volte il BISOGNO  di potersi aprire, ti poter liberare i propri pensieri, parole, di potersi raccontare per far capire (soprattutto a se stessi) quanto si è unici e autentici.  

Questi primi mesi di lavoro per me sono stati molto significativi, perché il mio modo di operate ha subito una cambiamento, dopo 20 anni non sono più “ Io” nel “mio” contesto di lavoro, nel “mio” studio o nella stanza dell’Hospice  ad accogliere una persona, ma ho imparato ad essere accolta, invitata e attesa nello spazio più intimo che possiamo immaginarci di una persona, la propria casa se non addirittura la propria stanza da letto.

Grazie anche  AIL, un’Associazione che con grande discrezione si mette al servizio del malato e dei sui cari e alla Convenzione stipulata con l’AUSL della Romagna le persone hanno imparato ad avere fiducia e a sentirsi ugualmente protetti clinicamente anche rimanendo al proprio domicilio.

La mia più grande soddisfazione è quando le persone mi riconoscono non ricordando il mio nome, ma riconoscendomi come psicologa di AIL, perché questo significa che si sta costruendo l’eredità di un Servizio che va oltre il singolo professionista o volontario di quel momento , ma che solidifica le radici per una continuità nel tempo.

Il mio mandato clinico è supporto psicologico ai malati onco-ematologici e loro famigliari nel periodo delle Cure Palliative al domicilio e anche il supporto al lutto per i famigliari.

Inoltre sono stata incaricata di seguire i VOLONTARI della sede, di cui buona parte si occupa di raccolta fondi con l’organizzazione di eventi di solidarietà o con la partecipazione a iniziative comuni a tutte le sedi nazionali (ad esempio le Stelle di Natale o l’Uovo di Pasqua), e un’altra parte svolge attività di ascolto e compagnia presso il DH Ematologico e il Reparto di Ematologia dell’Ospedale di Ravenna.

Tra i prossimi obiettivi prefissati da AIL, dopo questo lungo periodo di  pandemia che non ha permesso ai volontari di essere attivi in presenza , c’è una prima ripresa dei lavori con la proposta di un Corso di Formazione per tutti i volontari AIL e nuovi aspiranti volontari. Il Corso di Formazione, che programmeremo per l’anno 2022,  fa parte di un progetto della Scuola Nazionale del Volontariato AIL  e rappresenta un’opportunità concreta di  conoscenza e studio delle tematiche più importanti che riguardano il volontariato, la malattia, il marketing  e la comunicazione e la relazione di aiuto; ma soprattutto sarà l’occasione di lavorare sulla “pelle del gruppo”  per stimolare un concreto e stabile senso di appartenenza all’Associazione.

 

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